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Ipoplasia dello smalto in dentatura decidua: descrizione di un caso clinico

venerdì 1 gennaio 1988
In coll. con: A. Majorana, C. Paganelli.
Giornale di Stomatologia e di Ortognatodonzia 1988; Anno VII N 4.

Tra le anomalie dello smalto si distinguono forme ad etiologia ereditaria e trasmissione autosomica dominante come l'Amelogenesi imperfetta e forme ad etiologia acquisita quali Ipoplasia parziale e totale dello smalto.

Queste ultime trovano la loro causa sia in fattori di natura congenita (infezioni contratte in gravidanza dalla madre, deficit nutrizionali, disvitaminosi, endocrinopatie etc.) sia in fattori neonatali (nascite pretermine, ittero, sindromi emolitiche) ed infine in fattori post-natali (infezioni, antibiotici in particolare tertracicline, traumi, malattie sistemiche). Tali cause possono modificare in senso negativo l'evoluzione e la maturazione dell'attività ameloblastica con ripercussioni sulla struttura del tessuto duro.

Se l'insulto patogeno si è verificato nei primi anni di vita si riscontrerà ipoplasia dello smalto a carico dei denti permanenti soprattutto incisivi, canini e primi molari, viceversa se il danno ha agito durante la vita intrauterina e/o neonatale, la stessa alterazione si osserverà nella dentatura decidua. Se si considera invece l'amelogenesi imperfecta si osserveranno difetti dello smalto a carico dei denti di entrambe le dentizioni.

Gli Autori presentano un caso di ipoplasia dello smalto in dentatura decidua, interessante tutti gli elementi delle due arcate.

In accordo con la letteratura credono sia possibile che tale anomalia possa essere il risultato di eventi patologici occorsi alla madre in corso di gravidanza.

 

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