Lo sbiancamento chimico dei denti non vitali discromici


domenica 1 gennaio 1984

In coll. con: L. Fiamminghi, M. Benedetti. Odontostomatologia e Implantoprotcsi 1984; N 2.

 

Gli AA., dopo aver esaminato le varie cause che portano alla pigmentazione dei denti non vitali, ricordano i vari metodi di sbiancamento descritti in letteratura.

Illustrano la tecnica di sbiancamento con acqua ossigenata a 130 volumi, perborato si sodio, Endoperox ed apporto di calve da loro utilizzata, e concludono, anche sulla base dello studio di Harrington e Natkin, evidenziando i buoni risultati ottenuti, pur non potendo prevedere il numero delle sedute necessarie per raggiungere un'estetica ottimale.

Sottolineano inoltre l'importanza di un'accurata prevenzione delle sequele post-endodontiche, rimuovendo accuratamente dalla camera pulpare e dall'imbocco canalare qualsiasi residuo organico ed evitando di lasciare cementi endodontici, fortemente pigmentati, in queste cavità.