Lo sbiancamento chimico dei denti non vitali discromici

domenica 1 gennaio 1984

 

In coll. con: L. Fiamminghi, M. Benedetti. Odontostomatologia e Implantoprotcsi 1984; N 2.

Gli AA., dopo aver esaminato le varie cause che portano alla pigmentazione dei denti non vitali, ricordano i vari metodi di sbiancamento descritti in letteratura.

Illustrano la tecnica di sbiancamento con acqua ossigenata a 130 volumi, perborato si sodio, Endoperox ed apporto di calve da loro utilizzata, e concludono, anche sulla base dello studio di Harrington e Natkin, evidenziando i buoni risultati ottenuti, pur non potendo prevedere il numero delle sedute necessarie per raggiungere un'estetica ottimale.

 

Sottolineano inoltre l'importanza di un'accurata prevenzione delle sequele post-endodontiche, rimuovendo accuratamente dalla camera pulpare e dall'imbocco canalare qualsiasi residuo organico ed evitando di lasciare cementi endodontici, fortemente pigmentati, in queste cavità.

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Medico Chirurgo Specialista in Odontostomatologia

Email: corsi@sandromarcoli.it

Tel: +39 030 47050

P.IVA e C.F. 02642980987

Resta sempre aggiornato

Ti invieremo notizie riguardo interessanti eventi culturali Endodontico-Conservativi. 

Esprimo il mio consenso al trattamento dei miei dati personali da parte della Sirio Education S.r.l. per le finalità a scopo informativo e promozionale di attività scientifiche di settore svolte sia attraverso mezzi automatizzati (newsletter) che tradizionali (telefonate). 

  • Bianco Facebook Icon
  • Bianco Instagram Icona