Preparazione e trattamento della retrocavita' in endodonzia chirurgica


giovedì 1 gennaio 2004

In coll. con G. Venditti, M. Tamani, S. Pizzi Giornale Italiano di Endodonzia 2004, suppl. vol. 18 n° 3: 62-63

INTRODUZIONE: in questo lavoro è stato utilizzato il microscopio ottico (x 40 e x100) per verificare la comparsa sulla superficie dentale di microfratture durante la fase della preparazione della cavità retrograda in endodonzia chirurgica.

MATERIALI E METODI: 42 denti monoradicolati con un canale singolo e diritto sono stati preparati ed otturati con guttaperca calda condensata verticalmente e cemento endodontico.

I campioni sono stati poi divisi in maniera casuale in 3 gruppi di 14 elementi ciascuno e apicectomizzati con modalità diverse ad una distanza di circa 2 mm dall’apice:

GRUPPO R: fresa a fessura Komet 08; manipolo retto

GRUPPO T: fresa Komet 862/012; turbina

GRUPPO AR: fresa Komet 862/012; manipolo ad anello rosso.

Successivamente in tutti i campioni è stata preparata una cavità retrograda con punta dimantata Kis 3D con profondità di 3mm (sorgente di ultrasuoni PM 400 EMS; potenza ad un terzo).

Infine la superficie radicolare è stata rifinita con una fresa Komet 8862/010 montata su Anello Rosso.

RISULTATI: al termine dell’apicectomia si sono riscontrate 31 fratture in 21 campioni (4 intradentinali, 26 incomplete, 1 completa).

Dopo la fase di retropreparazione solo 4 campioni prima integri hanno sviluppato fratture, 19 sono state le nuove lesioni riscontrate (0 intradentinali, 16 incomplete, 3 complete).

In 5 campioni vi è stata una riduzione od una scomparsa di microfratture dopo la strumentazione retrograda.

L’ultima osservazione al microscopio dopo la levigatura superficiale ha portato ad un miglioramento in 6 campioni su 42, mentre in 4 denti già lesionati, quest’ultimo passaggio ha comportato un peggioramento del quadro.

CONCLUSIONI: da tale studio si evince che buona parte delle microfratture dentinali citate in letteratura dopo la preparazione della cavità retrograda con inserti ad ultrasuoni sono presenti già dopo la fase dell’apicectomia.

Indipendentemente dalla tecnica utilizzata per l’apicectomia, non significative risultano le differenze tra i campioni prima e dopo le cavità retrograde (test esatto di Fisher con il test del Chi-quadrato e test di Wilcoxon).

Indi la retrocavità eseguita con inserti ad ultrasuoni non modifica la quantità di microfratture con tempo di preparazione e potenza della sorgente ridotti.


Medico Chirurgo Specialista in Odontostomatologia

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